I primi mille giorni – Le schede. L’allattamento, un lavoro di squadra

da | Mag 20, 2024

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I primi 1000 giorni, cioè il periodo che va dai giorni precedenti il concepimento, passando per i 9 mesi di gravidanza, fino al compimento dei due anni di età del bambino o della bambina, sono determinanti per il suo sviluppo e il suo benessere futuro. Parliamo con le specialiste e gli specialisti della salute dei principali momenti legati a questi primi 1000 giorni e del loro impatto.

Il latte materno non è solo un alimento e ha un ruolo chiave nella promozione della salute e del benessere. Parliamo dell’allattamento con Angela Giusti, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del coordinamento scientifico del Progetto 4e-parent.

Quali sono i benefici dell’allattamento per la salute del bambino e della bambina?

Il latte materno è spesso erroneamente considerato alimento. In realtà, oltre ad essere il nutrimento  ideale nella prima infanzia, è un sistema biologico complesso, che si sviluppa nell’interazione della madre con il proprio bambino o bambina. Il latte materno trasmette al lattante  composti bioattivi funzionali allo sviluppo del cervello infantile, anticorpi prodotti dall’organismo materno in modo mirato, macrofagi, cellule staminali, prebiotici che nutrono la flora batterica utile, nota come microbiota intestinale , ostacolando la proliferazione dei batteri potenzialmente patogeni. È un tessuto vivo specie specifico e individuo specifico: cambia composizione in funzione della crescita, delle necessità alimentari e di salute del piccolo o della piccola a cui è destinato.

Nel rispetto delle possibilità e della volontà di ogni madre, è necessario fornire con chiarezza questa informazione: l’allattamento ha un ruolo chiave nella promozione della salute e del benessere. Allo stesso modo, non essere allattati o essere alimentati con formula espone a rischi documentati per la salute a breve e lungo termine.

In che modo il padre può partecipare all’allattamento?

Proprio come il parto e l’accudimento, anche l’allattamento è un lavoro di squadra. Il sostegno materiale e psicologico del padre/partner è determinante per aumentare la probabilità di riuscita e la sua durata. È una delle ragioni per cui anche i papà dovrebbero usufruire di un periodo di astensione dal lavoro nei primi 6 mesi di vita, retribuito al 100%, per dedicarsi alla neonata famiglia.

Quel che il padre può fare per sostenere l’allattamento è occuparsi della casa, assumendo anche la parte del lavoro normalmente gestita dalla partner, curare le relazioni all’esterno del nucleo familiare, informarsi per aiutare la madre a trovare risposta ad eventuali dubbi e incoraggiarla. Anche se è la madre ad allattare, il papà stabilisce un rapporto privilegiato con il proprio bambino o bambina attraverso il contatto pelle-a-pelle, il tocco, la voce, e  tutti i gesti quotidiani che caratterizzano la relazione affettiva. La letteratura scientifica ha dimostrato che in questa relazione si genera una sintonia emotiva che porta il padre a riconoscere i bisogni del proprio bambino o bambina e a sviluppare una modalità di accudimento responsiva.

Oltre ai vantaggi diretti dell’allattamento per lo sviluppo e la salute del bambino o della bambina, il coinvolgimento paterno comporta benefici psicologici, emotivi e relazionali per tutti e tre i componenti della triade.

 

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