I primi mille giorni-Le schede. Partorire, un’esperienza positiva

da | Apr 23, 2024

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I primi 1000 giorni, cioè il periodo che va dai giorni precedenti il concepimento, passando per i 9 mesi di gravidanza, fino al compimento dei due anni di età del bambino o della bambina, sono determinanti per il suo sviluppo e il suo benessere futuro. Parliamo con le specialiste e gli specialisti della salute dei principali momenti legati a questi primi 1000 giorni e del loro impatto.

Da anni ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità non promuove solo la sicurezza del parto, ma anche il diritto di vivere la nascita come un’esperienza positiva, raccomandando misure per il contenimento del dolore, dell’ansia e della paura. È un approccio che comporta vantaggi documentati per la salute fisica e il benessere psicologico della donna che partorisce, del partner che la assiste e del bambino o della bambina che nasce.

Parliamo della nascita come esperienza positiva con Angela Giusti, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del coordinamento scientifico del progetto 4e-parent

In che modo si può contenere il dolore?

Nel travaglio e nel parto fisiologico, il dolore può essere amplificato da emozioni negative come il senso di impotenza e l’isolamento. Ecco perché la prima misura di controllo del dolore è garantire alla partoriente la presenza di una persona di sua fiducia, che la assista dall’inizio alla fine. In Italia, secondo i dati nazionali CEDAP del 2022, il 94,9% delle madri sceglie di avere accanto a sé nel travaglio e nel parto il padre del bambino o della bambina. Il partner può sostenere fisicamente la partoriente, confortarla con il tocco e con il massaggio, aiutarla ad assumere la posizione che di volta in volta lei percepisce come la più adeguata. Il sostegno del futuro padre è prezioso anche quando la donna sceglie di affrontare il travaglio e il parto in acqua.

Quali sono i benefici per la coppia che affronta insieme il travaglio e il parto?

La collaborazione della coppia genitoriale e la gestione attiva della situazione inducono nell’organismo di entrambi modificazioni ormonali, come l’aumento della produzione di ossitocina, che agiscono sul cervello preparandolo al parto progressivamente, nel rispetto dei tempi fisiologici. L’esperienza consolida la loro fiducia nelle proprie competenze, riduce il rischio di depressione post partum sia per lei che per lui e li predispone all’accudimento condiviso del figlio o della figlia.
Se queste misure risultano insufficienti o in presenza di complicazioni, si può far ricorso a tecniche farmacologiche per il controllo del dolore fisico.

Quali sono i benefici per il bambino o la bambina?

La bambina e il bambino che hanno vissuto l’esperienza di una nascita fisiologica rispettata e vengono adagiati immediatamente pelle a pelle sul corpo della madre mettono in atto alcuni comportamenti che sono indicativi di un buon adattamento alla vita extrauterina e favoriscono l’avvio dell’allattamento: muovono gambe e braccia spostandosi alla ricerca del seno, sollevano e indirizzano la testa fino a trovare il capezzolo con la bocca e avviare la suzione.
Anche per le madri che fanno un taglio cesareo la presenza di una persona di fiducia e il contatto pelle-a-pelle immediato e prolungato con il proprio neonato o la propria neonata sono possibili. Queste buone pratiche alla nascita sono raccomandate nell’ambito delle iniziative Ospedali & Comunità Amici delle Bambine e dei Bambini promosse da OMS e UNICEF, note come “Cure amiche della madre”.

 

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