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	<title>gravidanza | 4e-parent</title>
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	<title>gravidanza | 4e-parent</title>
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		<title>I primi mille giorni &#8211; Le schede. Diventare papà e mamma, un ottimo motivo per smettere di fumare</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/i-primi-mille-giorni-le-schede-diventare-papa-e-mamma-un-ottimo-motivo-per-smettere-di-fumare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 22:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’importanza dei primi 1000 giorni. Le schede]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fumo di tabacco è il più pericoloso tra gli inquinanti dell’ambiente domestico. Esiste una mole enorme di prove della sua pericolosità per la salute umana: contiene migliaia di sostanze tossiche, irritanti, mutagene e cancerogene. E questo è vero in particolare per neonati e neonate. Diventare papà e mamma è un'occasione preziosa per smettere di fumare. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi 1000 giorni, cioè il periodo che va dai giorni precedenti il concepimento, passando per i 9 mesi di gravidanza, fino al compimento dei due anni di età del bambino o della bambina, sono determinanti per il suo sviluppo e il suo benessere futuro. Parliamo con le specialiste e gli specialisti della salute dei principali step fisiologici di questi primi 1000 giorni e del loro impatto.</em></p>
<p>Parliamo delle conseguenze negative dell’esposizione al fumo di tabacco con Jennifer Chiarolanza, pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP)</p>
<p><strong>L’esposizione al fumo di tabacco è un fattore di rischio per la salute nei primi 1000 giorni di vita?</strong></p>
<p>Il fumo di tabacco è il più pericoloso tra gli inquinanti dell’ambiente domestico. Esiste una mole enorme di prove della sua pericolosità per la salute umana: contiene migliaia di sostanze tossiche, irritanti, mutagene e cancerogene. Ne è bersaglio chi fuma, ma anche chi entra in contatto con queste sostanze a causa dell’esposizione passiva. Poiché bambine e bambini piccoli trascorrono gran parte del tempo in casa, bisogna fare il possibile per rendere salubre il loro ambiente. Per fortuna, l’esposizione al fumo di tabacco è un fattore di rischio modificabile perché dipende dalla scelta di rinunciare alle sigarette.</p>
<p><strong>Quali sono i rischi per il nascituro o la nascitura dell’esposizione al fumo di tabacco in gravidanza?</strong></p>
<p>Se la gestante fuma oppure è esposta al fumo passivo, le sostanze tossiche passano dai suoi polmoni al circolo sanguigno e, attraverso la placenta, raggiungono il feto, che è particolarmente vulnerabile ai loro effetti dannosi perché i suoi organi sono in fase di sviluppo. I potenziali effetti dell’esposizione in gravidanza sono: gravidanza ectopica, distacco della placenta, malformazioni, ritardo della crescita, aborto spontaneo, basso peso alla nascita e un aumentato rischio di sindrome della morte in culla dopo la nascita.<br />
In particolare, la nicotina ha un effetto vasocostrittore e riduce l’afflusso di ossigeno attraverso i vasi della placenta. Inoltre, il monossido di carbonio contenuto nel fumo ha la capacità di legarsi all’emoglobina al posto dell’ossigeno, riducendone il trasporto da parte del sangue e provocando così ipossia fetale.</p>
<p><strong>Quali sono i rischi dell’esposizione al fumo dopo la nascita?</strong></p>
<p>L’esposizione può essere diretta, quando un adulto si accende una sigaretta in presenza di un bambino o di una bambina, oppure indiretta, il cosiddetto fumo di terza mano. I residui tossici della combustione del tabacco vengono inalati, assorbiti per via cutanea o ingeriti da bimbi e bimbe che gattonano, toccano o esplorano con la bocca gli oggetti sui quali questi si depositano e permangono a lungo, ad esempio pelle umana, capelli, vestiti, superfici della casa.<br />
Inoltre, quando una madre viene esposta al fumo durante l’allattamento, le sostanze tossiche si accumulano nel latte e arrivano al piccolo o alla piccola. La nicotina interferisce con l’azione della prolattina, riducendo così la produzione del latte materno e altre sostanze contenute nel fumo di tabacco ne impoveriscono la composizione, determinando una riduzione della concentrazione di acidi grassi polinsaturi, di DHA, di omega-3, di vitamine, di antiossidanti e di iodio, sostanze indispensabili per lo sviluppo del cervello e del sistema immunitario.</p>
<p>Anche in caso di esposizione al fumo rimane valida l’indicazione a sostegno dell’allattamento, perché sospendere il latte materno esporrebbe comunque il bambino o la bambina agli effetti nocivi del fumo passivo e di terza mano, ma senza mantenerne i vantaggi e i fattori protettivi.</p>
<p>Quel che bisognerebbe tentare di fare, invece, è smettere di fumare. Diventare genitori o accudire una bambina o un bambino può essere un ottimo stimolo per farlo, a beneficio di tutti.</p>
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		<title>I primi mille giorni-Le schede. Partorire, un&#8217;esperienza positiva</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/i-primi-mille-giorni-le-schede-partorire-unesperienza-positiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 10:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’importanza dei primi 1000 giorni. Le schede]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
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					<description><![CDATA[Da anni ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità non promuove solo la sicurezza del parto, ma anche il diritto di vivere la nascita come un’esperienza positiva, raccomandando misure per il contenimento del dolore, dell’ansia e della paura. È un approccio che comporta vantaggi documentati per la salute fisica e il benessere psicologico della donna che partorisce, del partner che la assiste e del bambino o della bambina che nasce.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi 1000 giorni, cioè il periodo che va dai giorni precedenti il concepimento, passando per i 9 mesi di gravidanza, fino al compimento dei due anni di età del bambino o della bambina, sono determinanti per il suo sviluppo e il suo benessere futuro. Parliamo con le specialiste e gli specialisti della salute dei principali momenti legati a questi primi 1000 giorni e del loro impatto.</em></p>
<p>Da anni ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità non promuove solo la sicurezza del parto, ma anche il diritto di vivere la nascita come un’<a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789241550215">esperienza positiva</a>, raccomandando misure per il contenimento del dolore, dell’ansia e della paura. È un approccio che comporta vantaggi documentati per la salute fisica e il benessere psicologico della donna che partorisce, del partner che la assiste e del bambino o della bambina che nasce.</p>
<p>Parliamo della nascita come esperienza positiva con Angela Giusti, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del coordinamento scientifico del progetto 4e-parent</p>
<p><strong>In che modo si può contenere il dolore?</strong></p>
<p>Nel travaglio e nel parto fisiologico, il dolore può essere amplificato da emozioni negative come il senso di impotenza e l’isolamento. Ecco perché la prima misura di controllo del dolore è garantire alla partoriente la presenza di una persona di sua fiducia, che la assista dall’inizio alla fine. In Italia, secondo <a href="https://www.epicentro.iss.it/materno/cedap-2022">i dati nazionali CEDAP</a> del 2022, il 94,9% delle madri sceglie di avere accanto a sé nel travaglio e nel parto il padre del bambino o della bambina. Il partner può sostenere fisicamente la partoriente, confortarla con il tocco e con il massaggio, aiutarla ad assumere la posizione che di volta in volta lei percepisce come la più adeguata. Il sostegno del futuro padre è prezioso anche quando la donna sceglie di affrontare il travaglio e il parto in acqua.</p>
<p><strong>Quali sono i benefici per la coppia che affronta insieme il travaglio e il parto?</strong></p>
<p>La collaborazione della coppia genitoriale e la gestione attiva della situazione inducono nell’organismo di entrambi modificazioni ormonali, come l’aumento della produzione di ossitocina, che agiscono sul cervello preparandolo al parto progressivamente, nel rispetto dei tempi fisiologici. L’esperienza consolida la loro fiducia nelle proprie competenze, riduce il rischio di depressione post partum sia per lei che per lui e li predispone all’accudimento condiviso del figlio o della figlia.<br />
Se queste misure risultano insufficienti o in presenza di complicazioni, si può far ricorso a tecniche farmacologiche per il controllo del dolore fisico.</p>
<p><strong>Quali sono i benefici per il bambino o la bambina?</strong></p>
<p>La bambina e il bambino che hanno vissuto l’esperienza di una nascita fisiologica rispettata e vengono adagiati immediatamente pelle a pelle sul corpo della madre mettono in atto alcuni comportamenti che sono indicativi di un buon adattamento alla vita extrauterina e favoriscono l’avvio dell’allattamento: muovono gambe e braccia spostandosi alla ricerca del seno, sollevano e <a href="https://drive.google.com/file/d/0B88tKEXkFeMPbExjQkZpVVdCaWM/view?resourcekey=0-eth3lj3gfdgoLFGtSbnB8A">indirizzano la testa fino a trovare il capezzolo</a> con la bocca e avviare la suzione.<br />
Anche per le madri che fanno un taglio cesareo la presenza di una persona di fiducia e il contatto pelle-a-pelle immediato e prolungato con il proprio neonato o la propria neonata sono possibili. Queste buone pratiche alla nascita sono raccomandate nell’ambito delle <a href="https://www.unicef.it/italia-amica-dei-bambini/insieme-per-allattamento/">iniziative</a> Ospedali &amp; Comunità Amici delle Bambine e dei Bambini promosse da OMS e UNICEF, note come “Cure amiche della madre”.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché non sia una “GravidANSIA” &#8211; Come i papà vivono l&#8217;attesa</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/perche-non-sia-una-gravidansia-come-i-papa-vivono-lattesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 10:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci di cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche per i futuri papà l’attesa può essere motivo di dubbi e ansie. Uno di loro ha raccontato in una serie di cinque podcast la sua esperienza, condivisa con la compagna. Ed è stato subito un successo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Anche per i futuri papà l’attesa può essere motivo di dubbi e ansie. Danilo Cinti, uno di loro, ha raccontato in un podcast di cinque puntate la sua esperienza, condivisa con la compagna. Ed è stato subito un successo. Attraverso la condivisione del vissuto, passa un messaggio che invita ad accogliere le fragilità del momento, senza vergogne o paure.</em></p>
<p>Come si preparano all’arrivo di un figlio o di una figlia i futuri papà? Oggi, un momento in cui le aspettative sul ruolo dei padri stanno cambiando, crescono i timori o comunque ci si interroga in un modo diverso? Ne abbiamo parlato con Danilo Cinti, fisico, editore e comunicatore della scienza, che ha deciso di affrontare la sua paternità in modo originale, dando vita al podcast <em>Gravidansia &#8211; l’attesa di chi non aspetta,</em> diffuso via social. In meno di un mese ha già totalizzato un migliaio di download, confermando l’interesse e l’attenzione sul tema<u> (come testimoniano anche i racconti raccolti da 4e-parent nella sezione </u><a href="https://4e-parentproject.eu/category/podcast/">podcast</a><u>). </u>Il 70% di ascolti si riferisce al target 35-44 anni, con una netta maggioranza di donne (65%) rispetto agli uomini (35%), dati che suggeriscono come per la figura maschile approcciare il discorso continui a essere complicato.</p>
<p>Danilo si ritrova a vivere la sua paternità a 43 anni, e questo riflette un quadro europeo già di per sé noto e allarmante, di cui l’Italia detiene il primato; nel nostro paese, infatti, si diventa papà <a href="https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/stili_di_vita/2024/03/18/papa-italiani-i-piu-vecchi-in-ueil-primo-figlio-quasi-a-36-anni_f3ba59f1-d7c0-4ec1-accb-def55f446c89.html">sempre più tardi</a>, mediamente intorno a 35,8 anni, mentre in Francia a 33,9, in Germania a 33,2. Un uomo su tre supera questa soglia arrivando a 36 anni ancora senza figli.<br />
Danilo ha realizzato il podcast, ci ha raccontato, come modo per esorcizzare dubbi, paure e ansie, oltre che per costruire un ricordo dettagliato di quella fortissima esperienza.</p>
<p><strong>Davvero in coppia durante l’attesa</strong></p>
<p>Nel suo podcast questo neopapà dalla sensibilità spiccata ripercorre in cinque episodi le tappe principali della gravidanza che condivide con la sua compagna, Giulia, al tempo stesso musa ispiratrice e protagonista del racconto. Sarà proprio lei, infatti, a rispondere alle domande e alle riflessioni poste da Danilo, testimoniando forte connessione e particolare maturità come coppia.<br />
Si parte così dalle prime domande esistenziali, che invadono la mente di Danilo fin dall&#8217;inizio, ovvero: <em>«La mia compagna starà bene?»</em> o anche: <em>«Che cosa posso fare per aiutare?»</em>, per poi fare spazio a un altro interrogativo:<em> «Ma non sarò troppo vecchio?».<br />
</em>Danilo si sofferma anche sull&#8217;importanza della fiducia reciproca (fondamento indispensabile per qualunque progetto di coppia), ma nel podcast si parla molto anche di identità, di come questa venga stravolta e messa in discussione, sia per lui sia per lei, nei nove mesi di attesa, colmi anche di cliché e di ovvietà, per finire con la prova più ardua, quella del parto, che segnerà l’inizio di una nuova vita.</p>
<p>Affrontare l’attesa con l’aiuto di una narrazione non è soltanto l’occasione per costruire ricordi e sfidare le proprie paure: riflette anche il bisogno interiore di un uomo di essere ascoltato, compreso e supportato nel suo nuovo ruolo, consapevole che esprimere le proprie sensazioni e manifestare le proprie emozioni continua a non essere facile per il genere maschile, almeno secondo gli <a href="https://4e-parentproject.eu/ai-maschi-la-competizione-alle-femmine-la-cura-a-scuola-ancora-troppi-stereotipi-di-genere/">stereotipi</a> ancora presenti e diffusi. Sono davvero poche le volte, infatti, in cui un futuro papà si si sente rivolgere domande di questo tipo: <em>«Come stai?» </em> oppure<em> «Come stai vivendo questo momento?»</em>. Le classiche domande che invece si fanno per abitudine e senza pensarci troppo alla futura mamma; ma di solito, mentre per la donna risulta più facile aprirsi e confrontarsi, per l&#8217;uomo non è altrettanto semplice.<br />
Anche per questo 4e-parent ha previsto degli <a href="https://4e-parentproject.eu/formazione/incontrare-i-genitori-%20in-cerchio/">incontri</a> di supporto per la transizione alla genitorialità e per le mamme e i papà nel periodo dei primi mille giorni, realizzati dall’associazione <em>Cerchio degli uomini,</em> partner del progetto.</p>
<p><strong>In squadra, come i pinguini</strong></p>
<p>Nel primo episodio del suo podcast, Danilo parla di un <em>empatico spirito di squadra, </em>ma non si riferisce agli esseri umani: racconta dei pinguini imperatore, descrivendo come questi animali vivono l’attesa. Per questo uccello che abita l’Antartide spetta infatti ai maschi covare l’unico uovo deposto, per tutti i mesi invernali, fino al momento della schiusa, in modo da permettere nel frattempo alla femmina di raggiungere l’oceano per rifocillarsi e recuperare le forze. Per ben quattro mesi saranno i futuri papà a proteggere l’uovo dalle intemperie e a prendersi cura dei primi istanti di vita del piccolo (in uno schema del tutto opposto al nostro) e per farlo si aiutano a vicenda, facendo scudo con il proprio corpo e avvicinandosi l&#8217;uno all’altro per far fronte alle rigide temperature antartiche. Solo alla fine dell’inverno la femmina farà ritorno, portando con sé provviste per il piccolo e dando il cambio al papà, che potrà finalmente riposare un po’.</p>
<p>Un bell’esempio di <a href="https://4e-parentproject.eu/essere-genitori-insieme-i-benefici-della-cogenitorialita/">cogenitorialità</a>, ci vuole dire Danilo, che si riferisce al proprio podcast come a un <em>diario di auto-aiuto</em>, in cui possono rispecchiarsi tanti papà, ma anche tante mamme e spera che possa essere d’ispirazione sia per le coppie che si apprestano a vivere l’esperienza dell’attesa, sia per tutti quei genitori che fanno fatica a raccontarsi e che forse così prenderanno coraggio.<br />
Accogliere le fragilità del momento, senza vergogne o paure: questo è il consiglio che Danilo, neo-papà si sente di dare a conclusione della sua esperienza, poiché non è sbagliato avere paura, è sbagliato non parlarne.</p>
<p>Puoi ascoltare Gravidansia su Spotify:</p>
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<p>Oppure su Spreaker: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/gravidansia-l-attesa-di-chi-non-aspetta--6110641">https://www.spreaker.com/podcast/gravidansia-l-attesa-di-chi-non-aspetta&#8211;6110641</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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