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	<title>papà | 4e-parent</title>
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	<description>EQUAL ENGAGED EARLY EMPATHETIC</description>
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	<title>papà | 4e-parent</title>
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		<title>Free lance: i genitori dimenticati</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/free-lance-i-genitori-dimenticati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 12:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Societa’ e diritti]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di paternità]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono sempre più numerosi in Italia lavoratori e lavoratrici indipendenti, cioè privi di un contratto di lavoro dipendente, pubblico o privato, a tempo determinato o indeterminato. Sono per lo più giovani uomini e donne, che si trovano proprio nella fascia di età in cui più spesso si pianifica una gravidanza. Eppure questa ampia platea di genitori e potenziali genitori è discriminata nell’accesso ai congedi previsti alla nascita di un figlio o di una figlia. Una denuncia presentata anche al convegno "Il tempo dei papà".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre più numerosi in Italia lavoratori e lavoratrici indipendenti, cioè privi di un contratto di lavoro dipendente, pubblico o privato, a tempo determinato o indeterminato. Sono per lo più giovani uomini e donne, che si trovano proprio nella fascia di età in cui più spesso si pianifica una gravidanza.<br />
Eppure, proprio in tempi in cui tante voci paventano le conseguenze catastrofiche della denatalità, questa ampia platea di genitori e potenziali genitori, già fragili per la precarietà della loro occupazione, è discriminata nell’accesso ai congedi previsti alla nascita di un figlio o di una figlia. E, soprattutto, sono discriminati i loro figli, che non possono godere appieno delle cure di entrambi i genitori fin dai primi giorni di vita nella stessa misura in cui ne godono i figli di genitori che sono lavoratori dipendenti.</p>
<p>Lo scorso 26 settembre, alla <a href="https://4e-parentproject.eu/guardiamo-alla-legge-di-bilancio-per-iniziare-davvero-a-estendere-i-congedi-per-i-padri/">conferenza</a> “Il tempo dei papà”, organizzata a Roma dal progetto 4e-parent, le istanze dei genitori free lance sono state illustrate da Federica Ciccariello, parte del consiglio direttivo di Acta, associazione che riunisce lavoratrici e lavoratori free lance.</p>
<p><strong>Congedi di maternità, paternità e parentali</strong></p>
<p>Quando si parla delle misure previste dallo Stato per la tutela della genitorialità – congedo obbligatorio di cinque mesi per le madri, di dieci giorni per i padri e congedi parentali – ci si riferisce a quelle destinate ai lavoratori dipendenti. Per tutti gli altri le condizioni sono eterogenee.</p>
<p>«Parlando del congedo di maternità, le lavoratrici autonome con partita Iva iscritte alla Gestione separata dell’Inps hanno diritto a cinque mesi con indennità all’80% come le lavoratrici dipendenti», spiega Ciccariello. «L’indennità, però, è calcolata sul reddito percepito nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo e, poiché si tratta di redditi non ancora dichiarati, l’Inps formula una stima al ribasso sul reddito pregresso dichiarato. L’ente, dunque, versa una somma inferiore all’80% della media del reddito che risulta dall’ultima dichiarazione disponibile. La lavoratrice può chiedere il conguaglio non appena sono disponibili le dichiarazioni di entrambi gli anni fiscali che rientrano nei 12 mesi precedenti al congedo. Il conguaglio, quindi, non viene versato automaticamente, ma deve essere richiesto attivamente dalla diretta interessata».</p>
<p>Le lavoratrici iscritte alla Cassa Artigiani e Commercianti dell’Inps hanno diritto al congedo di cinque mesi indennizzato all’80% solo se nell’anno precedente hanno versato i contributi minimi richiesti. Le free lance senza partita Iva, che lavorano in cessione dei diritti d’autore, non hanno diritto ad alcun congedo, ad alcuna indennità. A meno che non siano iscritte alla cassa di un Ordine professionale, nel qual caso fanno riferimento alle regole dello specifico ente.</p>
<p>«Il congedo obbligatorio di paternità, di dieci giorni con indennità al 100% della retribuzione, è previsto solo per i lavoratori dipendenti. Quelli indipendenti, che abbiano o meno partita Iva, e gli iscritti alla Cassa Artigiani e Commercianti non ne hanno diritto, a meno che non avvengano casi gravissimi che permettano al padre di accedere alle tutele previste per la madre, come morte prematura o grave infermità della madre o se affidatari esclusivi del minore», aggiunge Ciccariello.</p>
<p>Per quanto riguarda i congedi parentali, iscritte e iscritti alla Gestione Separata dell’Inps con partita Iva hanno diritto a tre mesi riservati alla madre, tre mesi riservati al padre e tre mesi da dividere tra i due. In totale la coppia genitoriale ha a disposizione nove mesi di congedo, di cui tre non trasferibili. Può usufruirne entro 12 anni dalla nascita e sono indennizzati al 30% del reddito medio giornaliero dei 12 mesi precedenti l&#8217;inizio del congedo, di cui probabilmente non sono disponibili le dichiarazioni al momento della richiesta. Il conguaglio deve essere richiesto attivamente dal lavoratore o dalla lavoratrice per ciascun periodo di congedo utilizzato.</p>
<p>Iscritti e iscritte alla Cassa Artigiani e Commercianti hanno diritto a soli tre mesi di congedo parentale in tutto, di cui può usufruire la madre o il padre o da dividere tra i due, che scadono entro l’anno di vita del bambino o della bambina. Infine, chi svolge una professione autonoma senza versare contributi ad alcuna cassa previdenziale è totalmente scoperto sul fronte tutele per la genitorialità. Ma non solo.</p>
<p><strong>Gli impegni di Acta</strong></p>
<p>«Oltre al trattamento evidentemente discriminatorio, lavoratori e lavoratrici indipendenti che aspirano a diventare genitori devono affrontare un carico di burocrazia non indifferente e spesso rinunciano a richiedere l’intero importo a cui avrebbero diritto per l’eccessiva complicazione delle pratiche e per la mancanza di chiarezza da parte degli enti erogatori», spiega Ciccariello. «Tanti che pure avrebbero diritto ai congedi parentali non li richiedono per questa ragione. Infatti la percentuale di lavoratori e lavoratrici indipendenti che vanno in congedo è nettamente inferiore a quella di lavoratori e lavoratrici dipendenti. Anche perché, a complicare le cose, l&#8217;Inps richiede l&#8217;astensione totale dal lavoro durante i periodi di congedo parentale».</p>
<p>Due sono gli impegni principali assunti da Acta: fornire ai propri associati informazioni utili e consulenze per organizzarsi al meglio quando la famiglia si allarga e, così come 4e-parent, sollecitare il governo ad adottare <a href="https://4e-parentproject.eu/wp-content/uploads/2024/10/PROPOSTA_CONGEDI_4E-PARENT_LeggeFinanziaria25.pdf">misure eque</a> per tutti i lavoratori. «Sul nostro sito pubblichiamo aggiornamenti su questo e altri temi importanti, come le indennità di malattia. Inoltre abbiamo attivato degli sportelli informativi», ricorda Ciccariello.</p>
<p>L’associazione partecipa a tavoli di lavoro del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e collabora con i sindacati per perorare le istanze di lavoratori e lavoratrici indipendenti.</p>
<p>«Condividiamo l’<a href="https://4e-parentproject.eu/advocacy/riforma-dei-congedi/">obiettivo</a> del progetto 4e-parent di favorire la condivisione della responsabilità e della cura tra i genitori. Al governo chiediamo di estendere anche ai padri free lance il congedo di paternità e quello genitoriale, calcolare il compenso sugli ultimi 24 mesi anziché sugli ultimi 12, una maggiore trasparenza delle procedure di calcolo, il versamento automatico del conguaglio delle indennità, l&#8217;eliminazione dell&#8217;obbligo di astensione dal lavoro nei periodi di congedo parentale, così da rendere possibile un congedo congiunto e non separato o alternato e promuovere la costruzione di una relazione a tre con il neonato», conclude la consigliera.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I primi mille giorni – Le schede. La lettura condivisa fin da piccoli è utile per lo sviluppo e il benessere</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/i-primi-mille-giorni-le-schede-la-lettura-condivisa-fin-da-piccoli-e-utile-per-lo-sviluppo-e-il-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 13:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’importanza dei primi 1000 giorni. Le schede]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[La lettura condivisa fin da piccoli è utile per lo sviluppo e il benessere di bambini e bambine, promuove il loro attaccamento sicuro agli adulti di riferimento e giova anche alla mamma e al papà, rafforzando la loro confidenza nelle proprie competenze genitoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi 1000 giorni, cioè il periodo che va dai giorni precedenti il concepimento, passando per i 9 mesi di gravidanza, fino al compimento dei due anni di età del bambino o della bambina, sono determinanti per il suo sviluppo e il suo benessere futuro. Parliamo con le specialiste e gli specialisti della salute dei principali step fisiologici di questi primi 1000 giorni e del loro impatto. </em></p>
<p>Parliamo di lettura condivisa con Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino, uno dei fondatori del programma “Nati per Leggere”</p>
<p><strong>In che modo la lettura di un libro condivisa tra i genitori e figlie o figli molto piccoli è utile per il loro sviluppo e per il loro benessere?</strong></p>
<p>Dedicarsi alla lettura condivisa di un libro vuol dire trascorrere del tempo insieme, un’esperienza che promuove l’attaccamento sicuro del bambino o della bambina agli adulti di riferimento e giova anche alla mamma e al papà, rafforzando la loro confidenza nelle proprie competenze genitoriali.</p>
<p>Inoltre, ascoltare un adulto che legge fin dai primi mesi di vita, ancor prima di avere imparato a parlare, velocizza il processo di apprendimento del linguaggio, sia nella comprensione delle parole che nella capacità di utilizzarle. Lo svolgimento di un racconto pagina dopo pagina insegna a riconoscere la struttura di un discorso, la successione logica dei suoi passaggi. Le illustrazioni aiutano a esercitare la vista, che si fa via via più acuta, e dare un nome agli oggetti raffigurati.</p>
<p><strong>Leggere un libro al proprio bimbo o bimba è un compito adatto sia alla mamma sia al papà?</strong></p>
<p>L’ideale è che entrambi abbiano modo di ritagliarsi dei momenti per leggere insieme al bambino o alla bambina. Ascoltare due voci è meglio che ascoltarne una sola, perché arricchisce l’esperienza. Mamma e papà parlano e leggono in modo differente. Le mamme più spesso usano il &#8220;bambinese&#8221;, cioè un’intonazione della voce più acuta e musicale, nomignoli ed espressioni onomatopeiche. I papà invece tendono ad assumere un’intonazione più adulta, rispettando maggiormente il testo che stanno leggendo e usando un linguaggio più articolato.</p>
<p>Tra il 2022 e il 2023, il programma &#8220;Nati per Leggere&#8221; ha realizzato il progetto “Papà mi leggi?” per invitare i padri alla lettura condivisa in alcune zone periferiche del comune di Milano. Con questo progetto abbiamo raggiunto molti padri immigrati, provenienti da culture in cui la separazione tra i ruoli, con la mamma che si prende cura di figli e figlie e il papà meno coinvolto è ancora presente, una divisione di compiti che la nostra società sta lentamente ma progressivamente superando. Ecco, la lettura condivisa è un modo di prendersi cura dei piccoli che è stato particolarmente apprezzato da questi padri, meno abituati all’accudimento, ha contribuito a rafforzare la loro capacità genitoriale e la loro relazione con i figli. La divisione di ruoli nell’accudimento e nell’educazione della prole è un costrutto culturale e, come tale, può essere modificato. La lettura condivisa si è rivelato uno strumento efficace per promuovere questo cambiamento e favorire la paternità accudente, a beneficio di tutti i componenti della famiglia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diffondere una cultura dell&#8217;allattamento come responsabilità condivisa tra le famiglie, le comunità, il personale sanitario, i politici, coinvolgendo anche i papà nel sostenere la scelta delle loro compagne. Sono tra gli obiettivi della Settimana mondiale dell’allattamento, in corso fino al 7 ottobre.</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/diffondere-una-cultura-dellallattamento-come-responsabilita-condivisa-tra-le-famiglie-le-comunita-il-personale-sanitario-i-politici-coinvolgendo-anche-i-papa-nel-sostenere-la-scelta-delle-loro-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cristiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 12:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strilli]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guardiamo alla Legge di Bilancio per iniziare davvero a estendere i congedi per i padri</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/guardiamo-alla-legge-di-bilancio-per-iniziare-davvero-a-estendere-i-congedi-per-i-padri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 11:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La proposta di 4e-parent]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di paternità]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 settembre a Roma, nel corso di una partecipata conferenza dal titolo “Il tempo dei papà”, il progetto europeo 4e-parent ha presentato a rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e opposizione, del mondo aziendale e della società civile un pacchetto di iniziative con la proposta di introdurne alcune già nella Legge di Bilancio per il 2025.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le dichiarazioni di buone intenzioni non sono più sufficienti: è venuto il momento di adottare misure concrete per consentire ai padri di partecipare attivamente all’accudimento di figli e figlie fin dai primi giorni di vita, per la salute e il benessere del bambino e della bambina, ma anche dell’intera famiglia, per favorire l’occupazione femminile e per contrastare la violenza di genere. Il 26 settembre a Roma, nel corso di una partecipata conferenza dal titolo “Il tempo dei papà” <a href="https://www.youtube.com/watch?v=P7hFsHbi80I">(qui la registrazione dell&#8217;evento)</a>, il progetto europeo 4e-parent ha presentato a rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e opposizione, del mondo aziendale e della società civile un pacchetto di iniziative con la <a href="https://4e-parentproject.eu/wp-content/uploads/2024/09/sintesi_proposta.pdf">proposta</a> di introdurne alcune già nella Legge di Bilancio per il 2025. <a href="https://4e-parentproject.eu/advocacy/riforma-dei-congedi/">Qui trovi tutti i documenti relativi all&#8217;evento.</a></p>
<p><strong>Le proposte</strong></p>
<p>Ecco le proposte di 4e-parent.</p>
<ul>
<li>Estendere il congedo di paternità obbligatorio dagli attuali 10 giorni a 22 giorni lavorativi, di cui almeno 10 da fruire consecutivamente nel primo mese dalla nascita, eliminando l’obbligo di preavviso di cinque giorni al datore di lavoro e ammettendo invece la possibilità di trasmettere una certificazione entro 48 ore dall’avvio della fruizione del congedo.</li>
<li>Applicare ai congedi di paternità i medesimi criteri di obbligatorietà esistenti per il congedo di maternità.</li>
<li>Estendere la platea degli aventi diritto al congedo di paternità e al congedo genitoriale ai padri freelance, iscritti alla Gestione separata, calcolando il compenso sulle ultime due dichiarazioni dei redditi precedenti all’anno di inizio della gravidanza.</li>
<li>Portare dall’80 al 100% la retribuzione del congedo obbligatorio di maternità.</li>
<li>Prevedere quattro mesi di congedi genitoriali retribuiti all’80%, di cui due riservati alle madri e due ai padri.</li>
<li>Prevedere l’anticipo da parte dello Stato dei compensi per i congedi alle aziende, per venire incontro alle esigenze della piccola e media impresa.</li>
<li>Introdurre dei premi per le aziende con certificazione di genere che, a loro volta, premiano i fornitori che avviano il processo di certificazione di genere.</li>
<li>Rilevare le modalità di utilizzo dei giorni di congedo di paternità fruiti nei primi cinque mesi di vita di bambini e bambine.</li>
<li>Avviare una campagna di informazione pubblica che illustri i benefici dell’utilizzo dei congedi riservati ai padri e dell’accudimento paterno fin dai primi mesi di vita di figli e figlie.</li>
<li>Incentivare il lavoro agile per i genitori, se fruito da entrambi.</li>
</ul>
<p>«La situazione del nostro Paese è paradossale: offre il congedo di maternità obbligatorio <a href="https://4e-parentproject.eu/wp-content/uploads/2024/09/Congedi_Italia_Europa.pdf">più generoso d’Europa</a>: 20 settimane pagate all’80% della retribuzione, mentre il congedo di paternità è pari al minimo richiesto dalla Direttiva UE sulla conciliazione del 2019», spiega la sociologa Annina Lubbock, del Centro per la Salute del Bambino. «Inoltre, abbiamo congedi genitoriali, chiamati oggi “congedi parentali”, retribuiti solo al 30%, tranne due mesi maggiorati all’80% (il secondo dei quali approvato con un emendamento), mesi che però sono trasferibili. Si tratta del livello più basso d’Europa, dunque siamo inadempienti nei confronti della Direttiva UE che prevede l’adeguatezza di tale retribuzione. Le nostre proposte tengono conto dei disegni di legge già depositati (<a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/55251.htm">DDL S. 77 &#8211; XIX</a>, <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/57704.htm">DDL S. 941 – XIX</a>, <a href="https://documenti.camera.it/_dati/leg19/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=leg.19.pdl.camera.506.19PDL0008590#FR">PDL C n. 506 &#8211; XIX</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2022/04/27/97/sg/pdf">L. 7 aprile 2022 n 32,</a> “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, <a href="https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/01627/156&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=19">ODG 9/01627/156</a>) come proposte per il “congedo paritario” e di un impegno trasversale a estendere i congedi di paternità fino ad arrivare alla parità, impegno assunto a dicembre 2023. Per attuarle è stato stimato un costo complessivo di un miliardo e mezzo di euro, una cifra che non dovrebbe essere considerata una spesa, ma un investimento con la prospettiva di un ampio ritorno in termini di benessere delle nuove generazioni e delle famiglie, di giustizia sociale, riduzione della violenza di genere e benefici per l’economia nazionale».</p>
<p>Da notare che per avviare le prime misure sarebbero sufficienti solo 200 milioni.</p>
<p><strong>I vantaggi per la salute fisica e mentale di tutti</strong></p>
<p>«Non dovrebbero servire prove per dimostrare che la partecipazione dei padri all’accudimento è vantaggiosa per l’intera famiglia», osserva Angela Giusti, prima ricercatrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del coordinamento scientifico del Progetto 4e-parent. «Eppure, <a href="https://4e-parentproject.eu/wp-content/uploads/2024/09/benefici.pdf">queste prove</a> le abbiamo».</p>
<p>Un coinvolgimento paterno empatico nelle cure garantisce sostegno psicologico alla neomamma nel periodo impegnativo del post-partum e riduce i conflitti di coppia.</p>
<p>«Aumenta la sintonia nell’approccio educativo dei genitori, anche nell’eventualità di una successiva separazione», aggiunge la sociologa Chiara Saraceno. L’incremento della produzione di ossitocina nel padre che accudisce il figlio o la figlia riduce la sua aggressività e il rischio di violenza di genere, che nel post-partum è più elevato.</p>
<p>«Nel breve termine, il coinvolgimento paterno, già dai primi 15 giorni di vita, favorisce l’allattamento, attraverso il supporto dato alle madri», spiega il pediatra Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino e responsabile del WP “Transferability and mainstreaming” del Progetto 4e-parent. «Diversi studi dimostrano inoltre che nel medio e lungo periodo favorisce lo sviluppo cognitivo e relazionale di bambini e bambine, riduce il rischio di problemi comportamentali in adolescenza, aumenta la probabilità di successo scolastico, ha effetti positivi sull’autostima e la capacità di tollerare le frustrazioni di ragazzi e ragazze e riduce significativamente la violenza domestica, fatto che già da solo giustificherebbe un forte impegno per promuovere una paternità accudente».</p>
<p><strong>La parola alle famiglie, tra necessità e stereotipi</strong></p>
<p>A sostegno delle proposte formulate, 4e-parent ha presentato i risultati di due indagini condotte nel corso del 2024, una su <a href="https://4e-parentproject.eu/wp-content/uploads/2024/09/Voce_neogenitori.pdf">4.500 neogenitori</a> volontari reclutati online e una su 1000 neogenitori dipendenti di 6 aziende, per verificare il grado di informazione sui congedi di paternità e congedi parentali e la loro fruizione.</p>
<p>«I dati raccolti evidenziano che una parte significativa dei padri non ha potuto usufruire dei 10 giorni di congedo di paternità perché non rientrava nella platea degli aventi diritto, perché non era a conoscenza di averne diritto o per la resistenza dei datori di lavoro», spiega Barbara Vatta, antropologa culturale del Centro per la Salute del Bambino, coautrice di una delle due indagini.</p>
<p>Il congedo parentale è utilizzato più dalle madri che dai padri. «C’è una grande disparità soprattutto tra il numero di giorni fruiti dai padri e dalle madri: 10 giorni in media dai primi e 90 dalle seconde», osserva Maddalena Cannito, sociologa dell’Università di Torino, coautrice dell’indagine realizzata con le aziende. «I tre motivi principali per cui gli uomini si trattengono dall’utilizzo dei congedi sono il compenso inadeguato, appena il 30% della retribuzione, il timore di ripercussioni negative sulla carriera professionale e la convinzione che non sia necessario, dal momento che di figli e figlie si occupa la partner. Dal momento che in Italia in media una donna guadagna meno di un uomo, è logico che nell’economia familiare si scelga di rinunciare a una parte cospicua dello stipendio della madre rispetto a quello del padre. Gran parte dei neopapà ha confermato infatti che avrebbe utilizzato più giorni di congedo se fosse stato retribuito almeno all’80%».</p>
<p>La maggior parte dei genitori interpellati ha condiviso la necessità di istituire un congedo paritetico, cioè uguale per durata e retribuzione, per i padri e le madri e di informare e sensibilizzare la dirigenza delle aziende sui benefici del coinvolgimento paterno nelle cure di figli e figlie, così da abbattere gli stereotipi limitanti ancora radicati nei luoghi di lavoro.</p>
<p><strong>Le risposte della politica e delle aziende</strong></p>
<p>In un panel moderato da Francesco Belletti, del Centro Internazionale Studi Famiglia, e Laura Baldassarre dell’UNICEF, con politici, aziende e rappresentanti della società civile, i parlamentari e le parlamentari presenti alla conferenza in rappresentanza delle forze politiche dell’opposizione, Elena Bonetti di Azione, Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle, Marco Furfaro e Chiara Gribaudo del Partito Democratico, si sono espressi a favore delle proposte presentate, con una perplessità riguardo all’ipotesi di una riforma graduale, dati i rischi che resti incompleta.</p>
<p>C’è stato anche un largo accordo rispetto al principio che già la Legge di Bilancio per il 2025 dovrebbe contenere misure non meramente simboliche, ma che avviano un cambiamento reale. Hanno riconosciuto l’importanza di estendere la platea degli aventi diritto al congedo di paternità e la durata del congedo obbligatorio di paternità. Hanno osservato che la maggior condivisione dei compiti di cura in famiglia può contribuire a incentivare la decisione di avere un secondo figlio e questo Governo ha tra le sue priorità l’aumento della natalità, che può contribuire all’occupazione femminile, gravemente svantaggiata dalla nascita dei figli.</p>
<p>Catia Polidori, deputata di Forza Italia, unica parlamentare delle forze di governo presente alla conferenza, a causa di impegni improrogabili degli altri parlamentari invitati, ha riconosciuto l’importanza della condivisione dell’accudimento da parte di entrambi i partner, ma ha manifestato perplessità sulla capacità delle piccole e medie imprese, tanto diffuse in Italia, di far fronte all’assenza sia delle madri sia dei padri dopo la nascita di un figlio o di una figlia.</p>
<p>A questa obiezione ha risposto Marco Russomando, portavoce di Illimity Bank, osservando che le piccole e medie imprese sono diffuse in tutto il mondo, anche nei Paesi d’Europa dove i congedi genitoriali vengono largamente utilizzati anche dai padri e dunque in qualche modo è possibile risolvere i problemi organizzativi che queste misure comportano. «Del resto, può accadere in qualsiasi momento che un dipendente sia costretto ad assentarsi per malattia, anche per periodi prolungati», ha commentato. «Al contrario, il congedo per maternità o paternità può essere pianificato per tempo».</p>
<p>Lea James, di Generali Italia, e Rinaldo Pietro Platti, di Prolink, hanno messo l’accento sulla necessità di promuovere negli ambienti di lavoro una cultura rispettosa della parità di genere, di fornire informazioni chiare ai lavoratori e alle lavoratrici e monitorare l’utilizzo dei congedi.</p>
<p>«Per rendere davvero paritario il congedo genitoriale e favorire l’occupazione femminile», ha rilanciato Platti, «bisognerebbe calcolare la retribuzione non sullo stipendio del genitore che si assenta, ma di quello che guadagna di più». È un’idea di cui si potrebbe tener conto nell’ambito di progetti futuri per portare avanti il lavoro svolto fin qui da 4e-parent.</p>
<p>«Perché i nostri giovani possano guardare con speranza a un futuro nel nostro Paese, è necessario mettere in atto riforme organiche. Non sono sufficienti provvedimenti spot come i bonus economici alla nascita di un figlio», ha osservato infine Pinella Crimi, vice-presidente del Forum delle Famiglie.</p>
<p><a href="https://4e-parentproject.eu/advocacy/riforma-dei-congedi/"><strong>CONSULTA LA PAGINA DEDICATA AL CONVEGNO, CON LA REGISTRAZIONE E TUTTI I DOCUMENTI</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovedì 26 settembre presentata una proposta di riforma organica dei congedi messa a punto dal progetto 4e-parent e sottoposta alle forze politiche: un pacchetto di misure per un’efficace politica dei congedi, per il benessere delle famiglie, della società e delle aziende.</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/giovedi-26-settembre-un-incontro-a-roma-presenta-la-proposta-di-riforma-organica-dei-congedi-messa-a-punto-dal-progetto-4e-parent-subito-unefficace-politica-dei-congedi-per-il-benessere-del/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Natalia Milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 10:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strilli]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di paternità]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incontrarsi in cerchio: abbiamo intervistato Alex e Cristiano, che ci hanno raccontato come e perché hanno deciso di aprire un cerchio di padri, di cosa si parla, perché è importante e quali benefici porta a chi partecipa, alla coppia e a tutta la famiglia.</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/incontrarsi-in-cerchio-abbiamo-intervistato-alex-e-cristiano-che-ci-hanno-raccontato-come-e-perche-hanno-deciso-di-aprire-un-cerchio-di-padri-di-cosa-si-parla-perche-e-importante-e-quali-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Natalia Milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 16:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strilli]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Papà ha bruciato i biscotti e non se lo aspettava</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/papa-ha-bruciato-i-biscotti-e-non-se-lo-aspettava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 17:43:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci di cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://4e-parentproject.eu/?p=2762</guid>

					<description><![CDATA[Diventato padre, Jeffrey scivola in un’inattesa spirale di crisi e si sente senza vie d’uscita: reagisce prendendo in mano la telecamera e realizzando un video diario personale come tentativo di auto terapia. Il senso di smarrimento per il repentino cambiamento di ruolo e di abitudini è lo stesso che vivono tante nuove mamme, nonostante abbiano avuto nove mesi di tempo per prepararsi anche fisicamente all’idea. La novità qui sta nel fatto che a percepirlo e a manifestarlo siano dei padri: è il sintomo di un cambiamento che si fa sempre più strada nella nostra società.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«È come se ti avessero messo una pentola in testa e avessero cominciato a suonarci la batteria». Così descrive la paternità una delle voci narranti del documentario <em>Papà ha bruciato i biscotti,</em> realizzato e prodotto dal giornalista e regista Jeffrey Zani. Poche parole bastano a trasmettere in modo efficace lo sbigottimento di chi viveva una quotidianità familiare che tutto a un tratto viene travolta dall’arrivo di un bambino o di una bambina. Una piccola persona che prima non c’era sbuca dal nulla, richiede accudimento ininterrotto 24 ore su 24 e responsabilità assoluta, si esprime spesso in modo incomprensibile, agisce in modo imprevedibile, tiene svegli la notte.</p>
<p>Il senso di smarrimento per il repentino cambiamento di ruolo e di abitudini è lo stesso che vivono tante nuove mamme, nonostante abbiano avuto nove mesi di tempo per prepararsi anche fisicamente all’idea. La novità qui sta nel fatto che a percepirlo e a manifestarlo siano dei padri: è il sintomo di un cambiamento che si fa sempre più strada nella nostra società. Il buon padre modello del secolo scorso aveva la responsabilità di mantenere la famiglia, ma raramente era coinvolto nell’accudimento di bimbe e bimbi piccoli. Non aveva modo di sperimentare l’impegno fisico e psicologico richiesto da questo compito. All’epoca la realizzazione di un documentario come questo sarebbe stata impensabile. Quella dei nuovi padri accudenti è una realtà ormai diffusa e anche le loro istanze trovano voce.</p>
<p><strong>Una rappresentazione edulcorata che non prepara alla realtà</strong></p>
<p>Il documentario si apre con una piccola finestra al centro dello schermo nero che mostra scene di un filmino retrò: bambini che ridono e giocano sul prato di una villetta, un papà sereno e sorridente che intrattiene il suo piccolo, che taglia una torta di compleanno, una festa in famiglia. La voce fuori campo di uno psicologo britannico spiega che quelle immagini edulcorate non rendono giustizia alla realtà vissuta ogni giorno da tanti padri.</p>
<p>Rappresentare la paternità come un compito facile, istintivo, senza accogliere le ombre e le insicurezze che comporta, può generare sensi di colpa e inadeguatezza. Il disagio provato da tanti neo padri nei primi mesi di vita di figli e figlie può sfociare nel corrispondente maschile della depressione post partum. Capita al 10% dei padri. Il 16% soffre di manifestazioni di ansia. E, pur senza arrivare alla patologia, tanti si sentono sopraffatti dalla stanchezza e dalla responsabilità.</p>
<p>«Ho sentito la necessità di parlarne, perché è qualcosa che si scopre solo nel momento in cui ci si trova a viverlo», commenta l’autore Jeffrey Zani, che è partito dalla sua esperienza personale per coinvolgere le voci di altri testimoni, neo padri e psicologi. «Negli incontri per la preparazione alla nascita nessuno avverte i futuri padri. Non hai il coraggio di confrontarti con familiari e amici perché ti senti sbagliato, diverso. Non ne parli con la tua partner per non caricarla di un peso ulteriore, sapendo quanto a sua volta è impegnata nelle cure. Vuoi fare una ricerca in rete e non sai quali parole chiave usare, perché non possiedi neppure un vocabolario adeguato per descrivere quello che stai vivendo».</p>
<p>La solitudine è forse lo scoglio maggiore in cui si imbatte il neo papà che vive con disagio la novità del suo ruolo. «L’ho rappresentata nel documentario con lo schermo nero che separa le testimonianze, come fossero tanti puntini scollegati tra loro», spiega Zani.</p>
<p>L’isolamento è accentuato dallo stigma di cui è oggetto nel sentire comune l’uomo che manifesta la sua fragilità. Il padre tradizionale è una figura infrangibile, che non soccombe alla stanchezza, al dubbio o al senso di inadeguatezza. L’idea che l’uomo non possa manifestare queste debolezze è ancora molto radicata nella nostra cultura. A questo pregiudizio si aggiunge luogo comune che il neo papà, proprio come la neo mamma, dovrebbe essere felice perché ha realizzato il proprio desiderio di genitorialità o, quanto meno, non dovrebbe lamentarsi delle conseguenze di una sua scelta consapevole.</p>
<p>«L’uomo tende a reagire allo stress con lo scatto di rabbia, l’urlo, il gesto, trova rifugio nel fumo, nello sport praticato in modo compulsivo, nel lavoro come scusa per allontanarsi, nel tradimento», osserva nel documentario Franco Baldoni, professore di Psicologia Clinica dell’Università di Bologna. «Difficilmente chiede aiuto a un professionista».</p>
<p>È proprio questo, invece, l’obiettivo di “Papà ha bruciato i biscotti”: dare voce al disagio, renderlo visibile, così che altri padri capiscano di non essere soli e trovino la forza di chiedere aiuto.</p>
<p><strong>La diffusione del documentario </strong></p>
<p>La realizzazione dei 55 minuti di documentario ha richiesto 3-4 anni, per la difficoltà di reperire testimoni disposti a raccontare le loro storie, esperti con specifiche competenze, di riprendere scene spontanee di vita domestica, con le ulteriori limitazioni imposte durante la pandemia. Ora che è stato finalmente completato, dovrà trovare i giusti canali di distribuzione. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lJ8D2Df6pho">Il trailer è già a disposizione online</a>.</p>
<p>Dopo avere partecipato ad alcuni festival nel corso degli ultimi mesi, l’autore sta ora organizzando proiezioni rivolte a operatori del settore, i primi a dover essere sensibilizzati per raggiungere un pubblico più ampio.<br />
Il prossimo 9 ottobre il film verrà mostrato a Bologna durante una matinée organizzato dal Coordinamento Centri per le famiglie Emilia – Romagna &#8211; Area Infanzia e Adolescenza, pari opportunità, terzo settore &#8211; Settore Politiche sociali, di inclusione e pari opportunità. Sono stati invitati ad assistere i referenti di 42 centri per le famiglie.<br />
Una seconda proiezione è prevista per il 16 ottobre a Torino, nella sede dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e nell’ambito di un evento curato in collaborazione con SSD Psicologia Clinica e Neonatologia Universitaria del P.O.S. Anna di Torino, in programma dalle ore 16:30 alle 20:30.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un movimento di papà che si batte per congedi di paternità più lunghi attacca bimbi nel marsupio alle statue di Londra</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/un-movimento-di-papa-attacca-bimbi-nel-marsupio-alle-statue-di-londra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Natalia Milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 12:26:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci di cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il movimento inglese The Dad Shift, che si batte per congedi di paternità più lunghi nel Regno Unito, ha attaccato alle statue di alcuni personaggi famosi marsupi con un bambino, per sottolineare l'importanza del legame tra padre e figli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di Amelia Gentleman sul <a href="https://www.theguardian.com/money/2024/sep/17/campaigners-model-baby-slings-statues-london-paternity-leave">Guardian</a> racconta l&#8217;iniziativa del movimento <a href="https://thedadshift.org/">The Dad Shift</a> (&#8220;Diventare papà&#8221;), attivo in Gran Bretagna per chiedere un aumento del congedo di paternità, tra i più corti al mondo nel paese anglosassone.</p>
<p>Gli attivisti a Londra hanno attaccato colorati marsupi con (finti) bambini alle statue di importanti personaggi maschili: si sono così ritrovati con un bel bambino stretto al petto l&#8217;ingegnere Isambard Kingdom Brunel, gli attori Laurence Olivier e Gene Kelly, i calciatori Thierry Henry e Tony Adams. Lo scopo è attirare l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza del legame tra papà e figlio o figlia.</p>
<p>Gli attivisti intendono consegnare una<a href="https://action.thedadshift.org/a/open-letter?utm_source=organic&amp;utm_medium=website&amp;utm_campaign=homepage"> lettera aperta</a> al Primo Ministro alla fine del mese, invitandolo ad agire rapidamente per migliorare le condizioni del congedo di paternità.</p>
<p>“Un congedo parentale adeguato per i padri e i co-genitori è un bene per le madri, per i bambini e le bambine, per i padri e anche per la società. I Paesi con un congedo di paternità di sei o più settimane hanno un divario di genere negli stipendi inferiore del 4% e un divario di partecipazione alla forza lavoro inferiore del 3,7%, il che significa che il cambiamento può contribuire a far crescere l&#8217;economia aiutando le famiglie britanniche”, si legge tra l&#8217;altro nella lettera aperta.</p>
<p>&#8220;Un&#8217;idea geniale, a cui ispirarsi per la campagna di advocacy con la parte politica promossa dal progetto 4e-Parent, per aumentare significativamente i congedi di paternità in Italia&#8221;, ha commentato Angela Giusti, coordinatrice scientifica del progetto 4e-Parent.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La neve in fondo al mare e i papà sommozzatori: il dolore dei giovani e il ruolo dei genitori.</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/la-neve-in-fondo-al-mare-e-i-papa-sommozzatori-un-romanzo-sul-dolore-dei-giovani-e-sul-ruolo-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Valsecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 10:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci di cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[Cristina Valsecchi ha letto per noi "La neve in fondo al mare" (Einaudi), romanzo incentrato su due temi: Il primo è la sofferenza mentale dei giovani, che ci destabilizza e ci coinvolge. Questa ci porta a riflettere sul secondo tema, il compito dei genitori, il loro rapporto con figli e figlie, le aspettative sociali nei loro confronti. In particolare, l’esperienza della paternità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caetano Bernardi è il papà di Tommaso, sedicenne affetto da anoressia nervosa, ricoverato in un reparto di neuropsichiatria infantile perché ha assunto un’overdose di pillole dimagranti.<br />
Veglia sul figlio notte e giorno dal letto accanto, si interroga sulle ragioni che hanno condotto il ragazzo fino a quel punto, aspetta il suo ritorno “come Ulisse e Telemaco al contrario”. Protagonista del romanzo di Matteo Bussola <em>La neve in fondo al mare</em> (Einaudi, 2024, pp.192, 17 euro), Caetano trascorre giorni nel reparto in cui è ricoverato il figlio, ripercorrendo la sua esperienza di padre alla ricerca di un suo errore, dell’origine del male, e incontrando altri ragazzi sofferenti, altre storie e altri genitori smarriti.<br />
Due sono i temi principali del racconto. Il primo è la sofferenza mentale dei giovani, che ci destabilizza, ci coinvolge e ci porta a riflettere sul secondo: il compito dei genitori, il loro rapporto con figli e figlie, le aspettative sociali nei loro confronti. In particolare, l’esperienza della paternità.</p>
<p><strong>“’Sti papà non sai mai dove metterli”</strong></p>
<p>Nonostante Caetano sia un papà presente nella vita del figlio, quando rievoca la nascita e le prime esperienze di vita di Tommaso lo fa con amarezza, per un senso di estraneità che sente di non meritare, un senso di estraneità imposto in parte dalla natura, ma soprattutto dalla cultura.</p>
<p>“Ti tengo in braccio che hai un minuto di vita. Hai labbra rosse e sottili, occhi dal taglio orientale, stretti e allungati, un colorito violaceo che per un attimo ci ha fatti preoccupare. Sul panno che ti avvolge ci sono ancora tracce di sangue e fluidi corporei, sulla pelle del viso piccoli filamenti biancastri: i segni della tua prima battaglia di figlio e della mia prima impotenza di padre. Sembri così arrabbiato, mentre le tue urla riempiono la stanza dalle pareti verdi, il grido antico di chi è stato sottratto al suo essere intero, di chi si trova di colpo nuovo e diviso. Quando il tuo pianto aumenta, quasi ti strappano dalle mie mani per riconsegnarti a tua madre, perché – mi spiegheranno in seguito – lo skin to skin con la mamma è fondamentale per calmare il bambino, regolare il suo respiro, placare il battito. Resto in piedi con le braccia vuote protese in avanti, già orfano di te, vi guardo immobile, un’ostetrica mi passa di fianco e mi urta con un vassoio. – ’Sti papà non si sa mai dove metterli, – dice con un tono carico di comprensibile stanchezza”.</p>
<p>Al contrario delle madri, che vivono nella carne il loro rapporto con i figli ancor prima del parto, i padri devono costruirselo giorno per giorno dal momento della nascita “e a volte non ci riescono mai”, osserva Caetano. È la sofferenza di Tommaso che porta alla luce il senso di estraneità di Caetano. Senza la crisi, non sarebbe mai emerso e le sue istanze di cambiamento sarebbero rimaste invisibili. Lui ama suo figlio e fa tutto quello che la società chiede a un bravo padre di fare. Perché allora non ottiene la ricompensa che gli spetta, un figlio felice?</p>
<p><strong>Gli altri padri e madri, gli altri figli e figlie</strong></p>
<p>Le vicende parallele degli altri ragazzi e ragazze ospiti del reparto e delle loro famiglie ci permettono di allargare lo sguardo su altre situazioni, reazioni, modi di vivere il rapporto genitoriale. Quello del padre di Marika, Franco, che nega la sofferenza della figlia, la accusa di essere una manipolatrice, contesta il parere dei medici con un atteggiamento esasperato che tradisce la sua stessa fragilità. Quello del padre di Nicholas, sopraffatto dagli scatti di violenza del figlio, inebetito. Quello di Amelia, divorata dal rimpianto per la vita di prima, prima della malattia di sua figlia, prima di sua figlia, e dal senso di colpa per il suo rimpianto. E gli altri padri e le altre madri rappresentati solo con qualche pennellata, per ricordarci che il panorama delle storie umane è vario.</p>
<p>Salvo un singolo caso, questa carrellata suggerisce che non ci sono colpe specifiche all’origine della sofferenza di figli e figlie, ma errori involontari e umana imperfezione.</p>
<p><strong>Dinamiche inevitabili</strong></p>
<p>Anche Caetano, pur sentendosi inadeguato, non ha vere colpe, se non quella di avere proiettato sul figlio la propria idea di felicità. Né lui, né sua moglie, che pure ha dato alla luce Tommaso, hanno la ricetta segreta per preservare il ragazzo dalla sofferenza: è destino che figli e figlie prendano la loro via e non è facile trovare il giusto equilibrio tra l’accompagnarli e il lasciarli liberi.</p>
<p>A questo punto il tema della sofferenza mentale è servito allo scopo di introdurre una riflessione sulla genitorialità e ha portato a termine il suo compito. Così le vicende di Tommaso e dei suoi compagni e compagne di reparto arrivano più o meno a conclusione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le grandi mani di mio padre &#8211; Quando un gesto vale più di mille parole. Un libro fatto solo di immagini ripercorre in parallelo la storia di un padre e di un figlio, mettendo a confronto le tappe più importanti delle loro vite e della loro relazione. E arrivando dritto al cuore.</title>
		<link>https://4e-parentproject.eu/le-grandi-mani-di-mio-padre-quando-un-gesto-vale-piu-di-mille-parole-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cristiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 15:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strilli]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://4e-parentproject.eu/?p=2700</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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