Società e diritti

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La lotta agli stereotipi di genere nelle scuole italiane: nessun programma organico

La lotta agli stereotipi di genere nelle scuole italiane: nessun programma organico

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L’Italia è uno dei pochi paesi UE a non avere istituito programmi scolastici obbligatori di educazione all’affettività e contro le discriminazioni e la violenza di genere, benché la legge lo preveda. L’attuazione delle indicazioni è lasciata alla buona volontà di insegnanti e dirigenti della scuola, mentre non c’è una programmazione organica che affronti questi temi in funzione preventiva, iniziando con le classi di minore età, da dove è cruciale partire.

Ai maschi la competizione, alle femmine la cura: a scuola ancora troppi stereotipi di genere

Ai maschi la competizione, alle femmine la cura: a scuola ancora troppi stereotipi di genere

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Dall’ultimo rapporto AlmaDiploma emerge come nell’educazione scolastica ed universitaria ancora resistano con forza stereotipi di genere, che vedono i maschi più orientati allo sport, al futuro professionale e alle discipline STEM, mentre le femmine alle professioni di educazione e cura. Differenze che si riflettono nell’attività professionale, che vede contratti part time o irregolari più diffusi tra le femmine, insieme a uno stipendio medio più basso di quello dei maschi. 

Essere genitori insieme: i benefici della cogenitorialità

Essere genitori insieme: i benefici della cogenitorialità

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La rivista Medico e Bambino pubblica questo mese un interessante articolo sul coinvolgimento paterno nelle cure parentali fin dalla più tenera età, che mostra la crescente accettazione sociale di questa pratica, l’evidenza scientifica dei benefici per tutti gli attori coinvolti e alcuni consigli per i pediatri che prendono in carico le famiglie.

Italia e Svezia a confronto: come si utilizzano i congedi parentali

Italia e Svezia a confronto: come si utilizzano i congedi parentali

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In che modo i papà dovrebbero impiegare il tempo dedicato al congedo? Se ne è discusso in Italia dopo una sentenza che ha reintegrato un papà licenziato perché nella giornata di congedo si era dedicato a fare la spesa. Ma anche in Svezia, si discute se concedere più flessibilità alle famiglie nell’organizzazione dei tempi, oppure regolamentare in modo più restrittivo i congedi per indirizzare le coppie verso una maggiore condivisione del lavoro di cura.

Asili nido: soldi a singhiozzo

Asili nido: soldi a singhiozzo

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Un’occasione preziosa da non sprecare. In questi termini si era parlato nei mesi passati dei fondi Pnrr stanziati per l’ampliamento dell’offerta di asili nido in Italia. Oltre un miliardo di euro per avvicinarci finalmente ai livelli definiti dall’Unione europea. Le preoccupazioni che in molti avevano mostrato si sono fatte sempre più concrete. L’ennesima scadenza slittata è stata quella del 30 giugno. Nel frattempo, la stampa che si sta occupando del tema ha rilevato due criticità non di poco conto: la riduzione degli obiettivi e la destinazione d’uso dei fondi.

La ripartizione del lavoro domestico: al cuore della disuguaglianza di genere

La ripartizione del lavoro domestico: al cuore della disuguaglianza di genere

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In Italia la cura della famiglia e della casa continua a gravare prevalentemente sulle spalle delle donne. Questa disparità condiziona pesantemente ogni aspetto della vita femminile: le relazioni sociali, la realizzazione professionale, l’indipendenza economica e i rapporti di potere all’interno della coppia e della famiglia. Un progresso c’è: passa attraverso l’impegno dei giovani padri coinvolti nella cura di figli e figlie, e attraverso la trasmissione di modelli culturali più equi alle nuove generazioni.

Il mese di congedo parentale all’80%

Il mese di congedo parentale all’80%

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La legge di bilancio 2023 apporta un lieve incremento economico dei congedi parentali. Tuttavia, inquadrandolo nel contesto italiano, non solo i suoi effetti positivi sono estremamente limitati, ma con tutta probabilità incrementerà pure il divario di genere in termini occupazionali e di cura genitoriale.

Fuori dal nido

Fuori dal nido

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Gli asili nido sono livelli essenziali di prestazione: possono contribuire ad equilibrare le disuguaglianze nell’occupazione tra donne e uomini, ma sono anche fondamentali per lo sviluppo socio-cognitivo nella prima infanzia. L’Italia però deve lavorare ancora per avvicinarsi agli obiettivi europei che sono passati dal 33% al 45% di copertura del servizio. In questo contesto i fondi del PNRR rappresentano una grande occasione, da non sprecare.